Fabio Geda


Fabio Geda
Nel mare ci sono i coccodrilli
Baldini Castoldi Dalai


Presentato da
Valeria Parrella
Marino Sinibaldi

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso.
Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Si occupa di disagio minorile e animazione culturale. Scrive su «linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell’educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Ha pubblicato i romanzi Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (selezionato per il Premio Strega, Miglior Esordio 2007 per la redazione di Fahrenheit, vincitore del Premio Marisa Rusconi e, in Francia, del Prix Jean Monnet des Jeunes Européens) e L’esatta sequenza dei gesti (vincitore del Premio dei Lettori di Lucca). Gioca nell’Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori.

Non ci sono dubbi che Geda, ottimo scrittore dei giorni nostri tristi, abbia dovuto compiere questo esercizio di immensa abilità dello scrivere, ovvero scomparire, alienarsi per dar spazio e voce a chi questa storia l’ha vissuta realmente: la necessità storica di questo romanzo appare chiara. Accade solo con la vera letteratura: che essa interpreti, anticipi, illumini il Tempo, con quell’angolo acuto e traverso che la narrazione sa donare. Ecco perché credo che, oltre al piacere di suggerire agli Amici della domenica la lettura e la valutazione di questo libro, come di pura narrativa, posso accompagnare questo suggerimento con un profondo convincimento etico. 
Valeria Parrella 

Vorrei candidare al Premio Strega il libro di Fabio Geda e Enaiatollah Akbari Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini Castoldi Dalai) perché mi è apparso un segno di speranza per la vita e la letteratura. La storia di Enaiatollah racconta come il coraggio altrui e la nostra capacità di accogliere possano cambiare se non il mondo una o molte esistenze altrui. E la capacità della letteratura contemporanea italiana di ospitare storie come questa è un segno di vitalità sorprendente, che contraddice stereotipi di chiusura e declino. Appare un segno di speranza infine il fatto che questa qualità sia stata riconosciuta dal grande pubblico delle librerie (e anche da quello appassionato e competente degli ascoltatori di Radio3 che lo hanno eletto Libro dell’anno).
Marino Sinibaldi