Lorenzo Greco


Lorenzo Greco
Il confessore di Cavour
Manni


Presentato da
Giovanni Russo
Antonio Tabucchi

Il romanzo s’intreccia con la relazione autografa scritta in propria difesa (e allegata integralmente in Appendice) di padre Giacomo da Poirino, il religioso che, opponendosi alle gerarchie, diede i sacramenti in punto di morte al conte Camillo Benso di Cavour, scomunicato a causa delle sue azioni politiche in favore dell’Unità d’Italia. Fra’ Giacomo, convocato alla corte di Pio IX e sottoposto al procedimento del Sant’Uffizio, in una memoria puntuale e approfondita ricostruisce la propria vicenda – il viaggio a Roma, l’inchiesta dell’Inquisizione e la conseguente punizione – inserendola nell’ambiente della corte papale e delle gerarchie romane. E permette di scrutare da vicino la personalità di Cavour, quella storica e quella umana più privata e segreta; e la figura di Pio IX, in un ritratto che colpisce per l’intima spiritualità e i contraddittori orientamenti politici.

Lorenzo Greco è professore di Sociologia della comunicazione presso l’Accademia Navale di Livorno. Ha insegnato a lungo Letteratura contemporanea all’Università di Pisa e, negli anni Novanta, Comunicazione letteraria nelle università di California (Berkeley, Davis, San Francisco) e del Wisconsin (Madison). È autore di saggi letterari e scientifici in rivista e volume. Come narratore ha esordito nel 1991 con Tecniche dell’adulterio (Camunia).

La storia di Padre Giacomo da Poirino, il frate che diede i sacramenti in punto di morte a Camillo Benso conte di Cavour, rivive in un racconto fluido e avvincente nel romanzo di Lorenzo Greco. Pio IX e Cavour vengono rappresentati al di fuori degli stereotipi, cosicché escono dalla cornice della storia che ce li tiene distanti, per diventare uomini capaci di sentimenti, come l’amicizia, il coraggio, la collera. In particolare, la figura del protagonista, il frate che osò confessare Cavour nonostante questi fosse stato scomunicato, e che resisté a pressioni e intimidazioni non solo dei superiori e dell’Inquisizione, ma persino dello stesso Pio IX, è tratteggiata nel tormento della sua coscienza che lo sostenne nel fronteggiare un Papa che arrivò a minacciarlo. Grazie a Lorenzo Greco, si scopre che è ancora possibile scrivere un romanzo storico, in cui si sente che l’autore, nel portare alla luce un episodio praticamente sconosciuto del Risorgimento, ha assorbito la lezione di Alessandro Manzoni e delle “Memorie di un italiano” di Ippolito Nievo. L’ambientazione storica è ricostruita fedelmente, ma non per questo vien meno la felicità narrativa nel descrivere la vicenda di Padre Giacomo sullo sfondo dei rapporti tra il potere temporale e quello spirituale della Chiesa, la frattura che nel mondo cattolico porta il Risorgimento, le condizioni di vita nei conventi e quelle in cui si trovavano i semplici sacerdoti, ai quali erano negati i privilegi delle gerarchie ecclesiastiche. Il confessore di Cavour è un romanzo di notevole dignità letteraria che recupera un episodio significativo del conflitto tra Chiesa e Stato, e che ha un “valore aggiunto”: quello della tempestività nella ricorrenza del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.
Giovanni Russo 

Il confessore di Cavour di Lorenzo Greco è un intreccio di generi narrativi usati con sapienza e discrezione: il romanzo storico, il documento d’archivio, l’inchiesta, la finzione. Il senso del romanzo è il dilemma di coscienza: da una parte quello di uno statista, Camillo Cavour, fortemente laico per la sua visione politica dell’Italia unificata ma convinto cattolico nel suo intimo; dall’altra un religioso, don Luigi Marrocco (fra Giacomo) che contravviene alla scomunica di ordine politico lanciata da Pio IX a Cavour per assolvere la sua vera missione religiosa. Si tratta insomma di due ragioni di coscienza che si affermano con determinazione su una ragion di Stato analoga e contrapposta: quella del giovane Stato italiano e quella del Vaticano. Questo romanzo, per i suoi meriti narrativi e per la sua elegante impostazione civile, invita di per sé a una lettura ricca di piacere intellettuale. Ma nel costituire una riflessione sul carattere degli italiani e sulle differenti anime che sono intrinseche al nostro Paese, merita anche di essere diffuso a un pubblico più vasto proprio nell’anno in cui l’Italia celebra il cento cinquantesimo anniversario della sua fondazione. 
Antonio Tabucchi