1949
Giovanni Battista Angioletti


Giovanni Battista Angioletti
La memoria
Bompiani


Uno dei principali rappresentanti del gusto letterario del l’Aurea lirica tipico della Ronda, sostenitore di una idea di umanesimo europeo come nobile richiamo morale, da opporre all’orrore della società contemporanea. La sua prosa, benché lineare, evoca immagini che appaiono sospese, in una poetica aperta a miti e fantasie, lo scrittore con stile pacato e misurato supportato da una nitida intelligenza, ama fondere racconto, dialogo e descrizione dove l’affettuoso sentimento della propria terra, il malinconico senso del tempo e il gioco della memoria sono i suoi temi più intensi. La memoria appare come una sorta di romanzo autobiografico in cui tornano più strutturati e compatti i motivi evocativi ed elegiaci della sua poetica. Dominano qui i toni lirici e moraleggianti, accanto all’esercizio delicato e intelligente di una sensibilità acuta per situazioni, figure e condizioni esistenziali, sempre riferite essenzialmente a una traccia autobiografica. Ai critici che rimproverarono a questo libro una certa monotonia, risposero altri critici che proprio nella modulazione monocorde riscontravano il risultato stilistico migliore. Angioletti rievoca con grande maestria la fanciullezza e gli amori dell’adolescenza, sullo sfondo di una suggestiva Milano colta nel momento di passaggio tra due secoli.

Giovanni Battista Angioletti. In possesso di una intelligenza vivace e riflessiva, venne avviato agli studi d’ingegneria e, dopo il lungo intermezzo della prima guerra mondiale, preferì seguire la sua vocazione letteraria. Alternò con discreto successo l’attività di narratore e di giornalista e con Il giorno del giudizio ottenne il Premio Bagutta nel 1927. Nel 1930 fondò la rivista letteraria “Trifalco” e divenne direttore de “L’Italia letteraria” dal 1929 al 1932, incarico che poi riprese nel secondo dopoguerra a Roma, alla stessa rivista, ma con il nome diverso “Fiera Letteraria”. Angioletti iniziò a collaborare alla RAI, contribuì alla nascita del terzo programma e diresse anche alcuni programmi culturali. Fondò la comunità europea degli scrittori restando per molti anni segretario anche del Sindacato Nazionale Scrittori Italiani. Nel 1960 vinse il Premio Viareggio con il saggio I grandi ospiti a coronamento di una vita molto variegata e interessante. Chiuse la sua esistenza nel 1961 a Santa Maria la Bruna, una frazione di Torre del Greco, presso Napoli.


Libri in concorso

  • Giovanni Battista Angioletti, La memoria (Bompiani)
  • Dino Buzzati, Paura alla Scala (Mondadori)
  • Giovanni Comisso, Amori d’Oriente (Garzanti)
  • Pia D’Alessandria, Favola proibita (Tumminelli)
  • Manlio Magini, Morte dell’adolescenza (Vallecchi)
  • Giuseppe Marotta, San Gennaro non dice mai no(Bompiani)
  • Armando Meoni, L’ombra dei vivi (Vallecchi)
  • Orsola Nemi, Maddalena nella palude (Longanesi)
  • Cesare Pavese, Prima che il gallo canti (Einaudi)
  • Enrico Pea, Fitina (Vallecchi)
  • Vasco Pratolini, Un eroe del nostro tempo (Bompiani)
  • Michele Prisco, La provincia addormentata (Mondadori)
  • Giuseppe Raimondi, Giuseppe in Italia (Mondadori)
  • Camillo Sbarbaro, Trucioli (Mondadori)
  • Leonardo Sinisgalli, Belliboschi (Mondadori)
  • Elio Vittorini, Le donne di Messina (Bompiani)

Prima votazione
Casa Bellonci, 20 giugno

  • Angioletti 76
  • Pavese 21
  • Prisco 16
  • Sbarbaro 16
  • Raimondi 10

Seconda votazione
Hotel de la Ville, 2 luglio

  • Angioletti 110
  • Pavese 26
  • Prisco 16
  • Sbarbaro 8
  • Raimondi 3

Premio: lire 500.000
Votanti: 202