1965
Paolo Volponi

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Paolo Volponi
La macchina mondiale
Garzanti


Anteo Crocioni è un giovane contadino marchigiano degli anni ’50. Conosce bene il suo lavoro e l’ambiente in cui vive, ama la moglie, la casa, la terra. Attraverso l’osservazione dei corpi animali e vegetali, le combinazioni di macchine immaginarie, la lettura di testi filosofici e scientifici, le meditazioni solitarie sulle stagioni, e sulle esperienze familiari e sociali, viene maturando la visione di un futuro «armonioso», di una «eterna» e «felice convivenza degli uomini», di una progressiva rigenerazione del mondo: e affida la sua utopia a un Trattato. Gli uomini, sostiene Anteo, «non sono creature del cielo ma macchine fabbricate da altri uomini», che possono e debbono perfezionarsi all’infinito, secondo una nuova filosofia morale.
I compaesani, ancora dominati dalla paura e dal sacro rispetto delle istituzioni, lo mettono presto al bando come ribelle e come «matto». Abbandonato anche dalla moglie, che non lo capisce, Anteo va a Roma per cercarla e far conoscere il suo Trattato: e lì la vicenda troverà la sua drammatica conclusione.
La macchina mondiale (1965) è il secondo romanzo di Paolo Volponi, che vi intreccia magistralmente i temi e i modi espressivi che gli sono cari: il rapporto fra mondo contadino e mondo industriale-cittadino, la carica eversiva dell’ideologia contro i ritardi, le chiusure e le sordità morali della società italiana, la fervida sperimentazione linguistica e stilistica. Per Volponi, come per Anteo, la vera pazzia è di quanti accettano l’infelicità e l’ingiustizia senza accorgersi della possibilità di una vita rinnovata e felice.

Paolo Volponi è nato a Urbino il 6 febbraio 1924. A ventiquattro anni, laureato in legge, pubblica la sua prima raccolta di poesie, Il ramarro. Nel 1950 inizia il suo rapporto di lavoro con la Olivetti, via via più impegnativo fino ai massimi livelli dirigenziali, che si chiuderà soltanto agli albori degli anni Settanta. Nella primavera del ’54 prende avvio l’amicizia con Pier Paolo Pasolini, da cui riceverà uno stimolo decisivo in direzione del romanzo. Nel ’72 viene chiamato a Torino da Umberto Agnelli per uno studio sui rapporti fra città e fabbrica, e prende il via la sua collaborazione con la Fiat. Nell’83 viene eletto al Senato nel collegio della sua città: il suo impegno parlamentare si interromperà solo nel 1993, per ragioni di salute. Volponi muore il 23 agosto dell’anno successivo.
Tra le sue opere ricordiamo: Corporale Poesie e poemetti 1946-66Il lanciatore di giavellottoIl sipario ducaleCon testo a fronte. Poesie e poemetti (1986), MemorialeIl pianeta irritabileLe mosche del capitale, La strada per Roma e Poesie. 1946 – 1994 (2001).


Libri in concorso

  • Mario Bonfantini, La svolta (Feltrinelli)
  • Francesco Burdin, Caduta in piazza del Popolo (Cappelli)
  • Manlio Cancogni, La linea del Tomori (Mondadori)
  • Giuseppe Cassieri, Le trombe (Bompiani)
  • Gian Antonio Cibotto, La vaca mora (Vallecchi)
  • Goffredo Parise, Il padrone (Feltrinelli)
  • Giorgio Saviane, Il passo lungo (Garzanti)
  • Renzo Tomatis, Il laboratorio (Einaudi)
  • Marcello Venturoli, Lo sprecadonne (Rizzoli)
  • Paolo Volponi, La macchina mondiale (Garzanti)

Prima votazione
Casa Bellonci, 10 giugno

  • Cancogni 62
  • Volponi 56
  • Cassieri 53
  • Cibotto 51
  • Parise 24

Seconda votazione
Villa Giulia, 2 luglio

  • Volponi 158
  • Cancogni 94
  • Cassieri 63
  • Cibotto 57
  • Parise 27

Premio: lire 1.000.000
Votanti: 425