1967
Anna Maria Ortese

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Anna Maria Ortese
Poveri e semplici
Vallecchi


Poveri e semplici è, nei territori di Ortese, un’endiadi molto più problematica che in altri suoli letterari: un prestito evangelico piuttosto che una definizione sociale, i poveri non sono solo gli economicamente sprovvisti ma coloro che non hanno preso contatto con la materia. La vicenda è ambientata al Milano, la Grande Milano, che la scrittrice definisce come il rovescio di Napoli: è la città in cui è previsto che non il silenzio e il sonno ma la voce e la veglia della ragione siano destinati a trionfare. Per questo è una città che la scrittrice ha ambito raggiungere, nella quale ha cercato la vita civile che il Sud abbandonato del dopoguerra le negava, ha tentato l’impegno politico e professionale, ha inseguito la partecipazione. Poveri e semplici è un lungo addio alla ragazza di rischio e di speranza che era stata al suo arrivo a Milano, come la protagonista del romanzo Bettina, che si muove con grazia e goffaggine nel gruppo di intellettuali e artisti e comunisti che costituiscono il coro del romanzo.

Anna Maria Ortese (Roma 1914 – Rapallo 1998). Dopo esordi sotto il segno del «realismo magico», alla maniera di Bontempelli, con i racconti Angelici dolori(1937) e L’infanta sepolta (1950), deve soprattutto a Vittorini la scoperta della sua vocazione letteraria: la raccolta di racconti, vicini al neorealismo, Il mare non bagna Napoli (1953, premio Viareggio), vide la luce ne «I gettoni» einaudiani. Successivamente pubblicò Silenzio a Milano (1958) per approdare in seguito a una narrativa di tono favoloso e allegorico con L’iguana (1965) e a un intimismo quasi cecoviano con Poveri e semplici (1967), cui seguirono i racconti La luna sul muro (1968) e L’alone grigio (1969). Dopo il romanzo Il porto di Toledo(1975), che è tra le sue opere migliori, pubblicò tra gli altri Il cappello piumato(1979), Il treno russo (1983) e In sonno e in veglia (1987), Il cardillo addolorato (1993) e Alonso e i visionari (1996).


Libri in concorso

  • Raffaello Brignetti, Il gabbiano azzurro (Einaudi)
  • Fabio Carpi, La digestione artificiale (Mondadori)
  • Piero Chiara, Il balordo (Mondadori)
  • Sandro De Feo, I cattivi pensieri (Garzanti)
  • Massimo Franciosa, L’arrischiata (Rizzoli)
  • Renato Ghiotto, Scacco alla regina (Rizzoli)
  • Augusto Gotti Lega, Lo zibellino (Vallecchi)
  • Tonino Guerra, L’equilibrio (Bompiani)
  • Anna Maria Ortese, Poveri e semplici (Vallecchi)
  • Ercole Patti, Un bellissimo novembre (Bompiani)
  • Goliarda Sapienza, Lettera aperta (Garzanti)
  • Dianella Selvatico Estense, Il senso delle cose (Edizioni dell’Albero)

Prima votazione
Casa Bellonci, 15 giugno

  • Ortese 75
  • De Feo 63
  • Brignetti 57
  • Ghiotto 55
  • Patti 42

Seconda votazione
Villa Giulia, 4 luglio

  • Ortese 97
  • Brignetti 96
  • De Feo 82
  • Patti 73
  • Ghiotto 18

Premio: lire 1.000.000
Votanti: 445