1968
Alberto Bevilacqua

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Alberto Bevilacqua
L’occhio del gatto
Rizzoli


Il protagonista è Marcello. Ma c’è anche Giulia Conforti, o meglio la conforti, con la c minuscola, come Marcello la chiama per ridurla spregiativamente al ruolo di cosa. C’è l’uomo che di Giulia si è impadronito. E un gatto nel cui occhio Marcello non vede soltanto, alla Baudelaire, la capacità di distinguere il vero dal falso nell’apparente verità degli uomini, ma anche un’immagine viva dell’ironia. Sta qui la novità del romanzo: qui e nel suo contrario. Ossia nello scontro tra l’ironia intesa come espressione massima dell’intelligenza, e la sua violenza che, oggi, sconvolge, popoli e individui. Dopo un viaggio dantesco compiuto nell’inferno di una delle tante terre devastate dal dolore, Marcello si convince che ciascuno deve reagire con le armi di cui dispone per combattere e umiliare la violenza dovunque essa si annidi, anche simbolicamente. Perciò, con l’arma di un’ironia che sa diventare una sarcastica sferza, il protagonista decide di punire la moglie Giulia e l’uomo con cui è andata a vivere sotto la spinta di uno spietato egoismo. La conforti s’è portata via i due figli, ha lasciato Marcello solo con il gatto e lui non ha reagito. Ha risposto con il suo disprezzo, il suo doloroso silenzio. Ma ora le cose cambiano. La punizione acquista la potenza di una beffa irresistibile. Il protagonista, infatti, si consegna spontaneamente nelle mani dei due, pronto a facilitarli in ogni soluzione legale (l’annullamento del matrimonio soprattutto), e diventando loro ospite fisso dà la sensazione di essere un prigioniero nella trappola. Ma in trappola sono loro: Giulia e l’uomo. L’ironia, infatti con cui Marcello li aggira alle spalle, li sgretolerà a poco a poco.

Alberto Bevilacqua (Parma, 27 giugno 1934 – Roma, 9 settembre 2013) è stato uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano, nonché poeta e giornalista. Nei primi anni cinquanta iniziò a pubblicare i suoi scritti su invito di Mario Colombi Guidotti, responsabile del supplemento letterario della “Gazzetta di Parma”. La sua prima raccolta di racconti, La polvere sull’erba, (1955), ebbe l’apprezzamento di Leonardo Sciascia. Nel 1961 pubblicò la raccolta di poesie L’amicizia perduta. Il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa (1964).


Libri in concorso

  • Minnie Alzona, Coma vigile (Rizzoli)
  • Antonio Barolini, L’ultima contessa di famiglia (Feltrinelli)
  • Arrigo Benedetti, Il ballo angelico (Mondadori)
  • Alberto Bevilacqua, L’occhio del gatto (Rizzoli)
  • Giulio Cattaneo, L’uomo delle novità  (Adelphi)
  • Italo Cremona, La coda della cometa (Vallecchi)
  • Raoul Maria De Angelis, Il piede di san Pietro (Trevi)
  • Carlo Della Corte, Di alcune comparse a Venezia (Mondadori)
  • Giuseppe Mesirca, Eros al mare (Mursia)
  • Pier Paolo Pasolini, Teorema (Einaudi)
  • Domenico Purificato, Galeone (Bietti)
  • Brunello Vandano, Addio alla grandezza (Mondadori)
  • Cesare Zavattini, Straparole (Bompiani)

Prima votazione
Casa Bellonci, 18 giugno

  • Bevilacqua 103
  • Pasolini 62
  • Barolini (escluso) 52
  • Zavattini 37
  • Cattaneo 42

Seconda votazione
Villa Giulia, 4 luglio

  • Bevilacqua 122
  • Cattaneo 33
  • Vandano 19
  • Zavattini 19
  • Pasolini 11

Premio: lire 1.000.000
Votanti: 447