1982
Goffredo Parise

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Goffredo Parise
Il sillabario n.2
Mondadori


I Sillabari n.1 e n.2 comprendono racconti brevi “sui sentimenti umani, così labili”, quasi in forma di “poesie in prosa”, distribuiti per lettere alfabetiche, secondo un progetto che doveva andare dalla A alla Z; l’autore si fermò tuttavia alla lettera S, in quanto “abbandonato” dalla poesia.
Esemplarità dell’immagine poetica, felicità dell’esistere, complicità dei paesaggi e delle stagioni, golosità che si appropria di colori, sapori, odori: in una parola l’esultanza della percezione e dei sentimenti è al centro delle raccolte. I racconti di Sillabario n.2 evocano una continua iniziazione, quale che sia l’età anagrafica dei personaggi: i momenti di quasi insostenibile intensità che l’alchimia della memoria farà emergere come significativi solo a distanza di molti anni, rivelandoli finalmente per quello che sono, le esperienze semplici e fondamentali che fanno una vita, e di volta in volta verranno chiamate “Fascino”, “Felicità”, “Grazia”, “Malinconia”, “Odio”, “Sogno”. Tutte toccate dalla grazia dello stile, queste figure di adolescenti sensitivi, di donne limpide e curiose, di vecchi sapienti, celebrano senza saperlo i misteri della fisicità, gustano con pari abbandono gli aromi delle passioni e quelli delle erbe selvatiche. Sullo sfondo, un Veneto di acque e di boschi, l’Italia arcaica e dignitosa degli anni ’30 e ’40, infatuata del mito amatorio di Clark Gable, e le sue città in via di modernizzazione già cariche di solitudine ed estraneità.

Goffredo Parise (Vicenza 1929 – Treviso 1986). Il suo talento si rivelò fin dal romanzo d’esordio, Il ragazzo morto e le comete (1951), di crudo realismo e al tempo stesso intenso e poetico, cui seguì La grande vacanza(1953). Dalla purezza della giovanile ribellione passò a un romanzo in apparenza tradizionale e vocato al successo, anche per il tema scabroso, Il prete bello (1954), di ambientazione provinciale e d’impianto realistico. Dopo altri due romanzi ambientati nella provincia veneta, Il fidanzamento (1956) e Amore e fervore (1959), diede con Il padrone (1965) una caustica satira dell’industria culturale e una denuncia dell’alienazione neocapitalistica sorretta da un’audace invenzione fantastica. Autore di sceneggiature e di testi teatrali (L’assoluto naturale, 1967), raggiunse i suoi risultati più maturi con i racconti (Il crematorio di Vienna, 1969; Gli americani a Vicenza e altri racconti, 1952-1965), che culminarono nel paradossale pedagogismo di Sillabario n. 1 (1972) e Sillabario n. 2 (1982). Pubblicò diversi libri legati al suo lavoro di inviato per il Corriere della seraCara Cina (1966); Guerre politiche. Vietnam, Biafra, Laos, Cile (1976); L’eleganza è frigida (1982).


Libri in concorso

  • Carlo Coccioli, La casa di Tacubaya (Editoriale Nuova)
  • Andrea De Carlo, Uccelli da gabbia e da voliera(Einaudi)
  • Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine (Città Armoniosa)
  • Corrado Indraccolo, Il fuorilecce (Congedo)
  • Rosetta Loy, L’estate di Letuqué (Rizzoli)
  • Raul Lunardi, Alessandria (Fògola)
  • Annalisa Moncada, L’anno venturo al di là del mare(Longanesi)
  • Goffredo Parise, Sillabario n. 2 (Mondadori)
  • Ettore Polito, L’altra sponda (Schena)
  • Renzo Ricchi, Attesa della farfalla (Vallecchi)

Prima votazione
Casa Bellonci, 16 giugno

  • Parise 150
  • De Carlo 53
  • Loy 49
  • Coccioli 39
  • Moncada 26

Seconda votazione
Villa Giulia, 8 luglio

  • Parise 202
  • De Carlo 68
  • Coccioli 41
  • Loy 39
  • Moncada 12

Premio: lire 1.000.000
Votanti: 428