1994
Giorgio Montefoschi

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Giorgio Montefoschi
La casa del padre
Bompiani


Tre generazioni di una famiglia romana sono protagoniste del romanzo di Giorgio Montefoschi. Pietro Bellelli ha vent’anni all’inizio di questa storia, quando la famiglia decide di trasferirsi di nuovo nella vecchia casa dove lui e le sue due sorelle hanno trascorso l’infanzia: è un ragazzo apprensivo, nostalgico, disponibile a credere in un evento che presto accadrà. Ma un ombroso pudore dei propri sentimenti lo separa dal padre, imputato d’esser debole, incapace di risolvere gli enigmi del mondo. Padre e figlio vorrebbero amarsi; si osservano da questa distanza. Poi, amore e morte cadono insieme sulla scena del sofferto conflitto. E passano gli anni. Pietro ha cercato in altri la figura paterna, s’è sposato, di nuovo ha cambiato casa. Ora è suo figlio, Mario Bellelli, all’incirca ventenne a scrutare il corso dei suoi pensieri. Mentre egli stesso, Pietro, rivolge a sé le domande che un tempo rivolgeva al padre, e si chiede perché tutto gli sembri estraneo e come mai debba sentirsi colpevole come un traditore, colmo di un rimpianto oscuro. Di nuovo padre e figlio sono uniti e divisi. Ancora restano impenetrabili gli enigmi del mondo. E nessuna dimora, nessuna casa del padre, neanche la ricchezza della memoria che s’è accumulata, sembrano poter placare l’ansia di Pietro e Mario Bellelli. Finché un’improvvisa leggerezza, un’innocenza fin qui sconosciuta, preparano un vero e proprio colpo di scena, dal quale dovremo apprendere che non esistono padri e figli. Poiché siamo tutti padri, tutti figli, ospiti della medesima casa.

Giorgio Montefoschi  è nato a Roma nel 1946. Esordì con Ginevra (1974), cui seguì Il museo africano (1976). Il grande tema dei romanzi successivi (L’amore borghese 1978; La felicità coniugale, 1982; La terza donna, 1984; Lo sguardo del cacciatore, 1987; Il volto nascosto, 1991; La porta di Damasco, 1992; La casa del padre, 1994) fu quello della imperscrutabilità dei destini e della funzione quasi provvidenziale svolta dal tempo, materia prima della narrazione e prospettiva lunga in cui solo si manifestano la virtù e la felicità. Tra le opere più recenti si ricordano in particolare: Il volo (1997); Quando leggere è un piacere. Passione e sentimento amoroso nei grandi libri (2000); Un solo Dio, tre verità. Arabi, ebrei e cristiani: l’enigma della fede (2001); La sposa (2003); Dove comincia l’Oriente (2003); L’idea di perderti (2006); Le due ragazze con gli occhi verdi (2009); Eva (2011); La fragile bellezza del giorno (2014).


Libri in concorso

  • Maria Luisa Aguirre D’Amico, L’altalena (Camunia)
  • Gaetano Cappelli, Volare basso (Frassinelli)
  • Luce D’Eramo, Ultima luna (Mondadori)
  • Grazia Livi, Vincoli segreti (La Tartaruga)
  • Margaret Mazzantini, Il catino di zinco (Marsilio)
  • Giorgio Montefoschi, La casa del padre (Bompiani)
  • Francesca Sanvitale, Il figlio dell’Impero (Einaudi)
  • Raffaele Sbrescia, Diario di un prefetto (Guida)
  • Filippo Tuena, Il volo dell’occasione (Longanesi)
  • Marcello Venturoli, La stella di Giuditta (Newton Compton)

Prima votazione
Casa Bellonci, 9 giugno

  • Montefoschi 81
  • Venturoli 70
  • Sanvitale 53
  • Aguirre D’Amico 44
  • Livi 39

Seconda votazione
Villa Giulia, 7 luglio

  • Montefoschi 152
  • Sanvitale 107
  • Venturoli 99
  • Livi 14
  • Aguirre D’Amico 7

Premio: lire 1.000.000
Votanti: 413