Alessandro Perissinotto


Alessandro Perissinotto
Le colpe dei padri
Piemme


Presentato da
Gianluigi Beccaria
Eva Cantarella

Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l’esistenza dell’ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l’emorragia che lentamente svuota l’industria italiana. Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all’orlo di un baratro e accettare l’inaccettabile. Nessuno come Alessandro Perissinotto sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno.

Alessandro Perissinotto è docente presso l’Università di Torino e autore di diversi saggi. Approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice, seguito nel 2006 da Una piccola storia ignobile(Rizzoli), un’indagine della psicologa Anna Pavesi, che torna anche in L’ultima notte bianca e L’orchestra del Titanic. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa evolve verso il romanzo politico con Per vendetta (2009). Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone. Collabora inoltre con “La Stampa” di Torino e con “Il Mattino” di Napoli.

Mi fa molto piacere presentare Le colpe dei padri di Alessandro Perissinotto al Premio Strega, perché è un racconto che avvince in modi inestricabili il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie anche a una scrittura sobria e veloce. Tra l’altro il libro è di molta attualità, posto il tema centrale legato alla destrutturazione aziendale di una multinazionale e le disastrose conseguenze sul lavoro degli operai. Su questo sfondo sociale di lotte sindacali e di classe, ricostruito con grande fedeltà dall’autore, si snoda la storia tormentata del protagonista, un giovane dirigente industriale in ascesa che perde man mano la sua intransigente sicurezza, perseguitato da una storia personale: il dubbio di un suo “doppio”, che appartiene a un mondo totalmente diverso dal suo, una ossessione in crescendo e una verità che portano al dramma finale.
Gianluigi Beccaria

Il romanzo di Alessandro Perissinotto mi è piaciuto per molte ragioni. Perché unisce una storia personale appassionante e sentita a uno sfondo sociale altrettanto forte, perché tratta della fragilità delle nostre sicurezze e di quanto il nostro destino sia spesso legato al caso, perché tocca temi in questo momento particolarmente sensibili, come la precarietà e la perdita del lavoro e l’influenza dirompente che tutto questo ha sulla vita delle persone. E mi è piaciuto soprattutto perché l’autore riesce a fondere le sue tematiche in un insieme compatto e avvincente, sorretto da una scrittura tersa ed empatica, un veicolo perfetto per la storia che racconta. Per tutte queste ragioni e anche perché è una lettura che mi è risultato difficile interrompere, sono felice di presentare Le colpe dei padri al Premio Strega.
Eva Cantarella