Paolo Cognetti

Paolo Cognetti
Le otto montagne
Einaudi


Presentato da
Cristina Comencini
Benedetta Tobagi

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso», ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Ha pubblicato per minimum fax Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), Sofia si veste sempre di nero (2012) e A pesca nelle pozze più profonde (2014). Sul tema della montagna ha pubblicato Il ragazzo selvatico (Terre di mezzo 2013). È curatore dell’antologia di racconti New York Stories (Einaudi 2015).


Cristina Comencini

Se è vero che la montagna è un modo di guardare il mondo, Paolo Cognetti lo conosce meglio di chiunque altro, ed è capace di portare il lettore con sé. Riconosciamo ad ogni pagina il suono della vita e delle cose, il passo di una scrittura che raggiunge nel nitore la verità.

Benedetta Tobagi

Sono pagine piene di un’umanità autentica, semplice, profonda. Una lettura che nutre l’anima e rende superflue le molte chiacchiere sulla crisi del romanzo. Le otto montagne ha il passo e la forza quieta dei romanzi che diventano classici.

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