Daniele Camagna vince “Teen! Un premio alla scrittura”

Daniele CamagnaLo studente vincitore del premio BPER Banca Teen. Un premio alla scrittura è Daniele Camagna dell’IIS Rosatelli di Rieti con la recensione del libro L’età straniera di Marina Mander (Marsilio).
Ecco la recensione:

La vita è una storia buffa. Siamo tutti coinvolti in una perenne corsa senza sosta, pena l’esclusione dal mondo. Sommersi da ritmi che impediscono il respiro, non ci accorgiamo di seguire spesso vessilli privi di significato. È proprio per questo che esiste chi, rendendosene conto, smette di correre. Leo vorrebbe continuare la sua corsa, ma non ci riesce. L’unica cosa che desidera è diventare finalmente un uomo, valicare quel muro che gli si presenta insormontabile. Il mondo intero si trova dall’altra parte e lo lascia solo, senza neanche calare una fune per aiutarlo nella scalata. E lui si tormenta, si chiede cos’ha che non va, ma non importa a nessuno. Leo è in mare aperto, non ha punti di riferimento, può contare solo sulle sue forze. Ma una nave non può raggiungere il porto più vicino senza un faro che le indichi la via nell’oscurità.
Eppure, questo non significa perdizione assicurata. Un marinaio esperto sa che, anche in assenza di fari, si possono seguire le stelle. Infatti per Leo si accende una stella, ma lui non lo sa, non è esperto. Ed è bello, perché a volte neanche una stella sa di esserlo. Arriva Florin, che nell’oscurità già è stato gettato senza tanti scrupoli, costretto a usare il corpo come strumento, l’unico a sua disposizione. Mostri, ecco cosa circonda un ragazzo che, invece di vivere i suoi anni, si occupa di soddisfare i piaceri di uomini, “gli uomini che non immagineresti mai”, con la dignità sotto le scarpe, o forse neanche. In tutta la sua sfortuna, Florin ha qualcosa che Leo non ha, ma che brama disperatamente. Si trova al di là di quel muro invalicabile che Leo vede invece alzarsi giorno dopo giorno. Cosa si prova? Cosa si sogna? Domande a cui non sa dare risposta. Così Florin lo porta a conoscere il suo Inferno mascherato di normalità. Quando si accorge che è la giustizia stessa, quella che dovrebbe proteggere, a prendersela con i più deboli, con chi non si può difendere, lì, esplode.
Come si può vivere in un mondo dove esistono soverchiati e soverchiatori, dove l’ingiustizia regna sovrana, dove c’è chi si crede di essere “qualcuno” e si permette di considerare gli altri come valessero zero, dove si deve stare zitti per evitare le conseguenze, dove non si può essere se stessi per via dei giudizi altrui, dove non si capisce che, in fondo, siamo tutti uguali?
Marina Mander, con i suoi Leo e Florin, dà voce a tutti quei ragazzi che si sentono inadeguati, che faticano a trovare il loro posto nel mondo, che hanno paura di un futuro incerto e non riescono ad immaginare come saranno domani, che hanno bisogno di urlare i loro segreti più intimi.
E forse, in silenzio, riusciamo quasi a sentirla sussurrare: “Io ci sono, ti ascolto. Abbi coraggio perché sì, è vero, così non funziona, ma insieme possiamo cambiare le cose. Dammi la mano, fidati, ti accompagnerò per i boschi di quest’età straniera…”