Il vincitore Premio Strega Europeo 2018

Fernando Aramburu, Premio Strega Europeo

Torino, 13 maggio 2018. Fernando Aramburu, con il suo romanzo Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia, si aggiudica la quinta edizione del Premio Strega Europeo, nato nel 2014 in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea per diffondere la conoscenza delle voci più originali e profonde della narrativa contemporanea.

Il vincitore è stato annunciato al Salone Internazionale del Libro di Torino alla presenza dei cinque candidati. Sono intervenuti Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Maria Ida Gaeta, direttore della Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature, Natale Antonio Rossi, presidente della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e da Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione Bellonci.

Il riconoscimento, del valore di 3.000 euro è stato consegnato da Beatrice Covassi, madrina della manifestazione.
Un altro riconoscimento di 1.500 euro, offerto dalla FUIS, è stato attribuito al traduttore del libro premiato.

Il libro di Fernando Aramburu è stato votato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega – Alessandro Barbero, Laura Bosio, Rossana Campo, Antonella Cilento, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Debenedetti, Paolo Di Paolo, Ernesto Ferrero, Mario Fortunato, Paolo Giordano, Nicola Lagioia, Rosetta Loy, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Lorenzo Pavolini, Romana Petri, Antonio Scurati, Elena Stancanelli, Domenico Starnone – e dai responsabili delle istituzioni che collaborano all’organizzazione del premio.

Hanno concorso a ottenere il premio cinque romanzi recentemente tradotti in Italia, provenienti da aree linguistiche e culturali diverse, che hanno vinto nei Paesi europei in cui sono stati pubblicati un importante premio nazionale.

Questi i libri candidati alla quinta edizione:

  • Fernando Aramburu, Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia Premio Nacional de Narrativa 2017, Spagna
  • Olivier Guez, La scomparsa di Josef Mengele (Neri Pozza), tradotto da Margherita Botto Prix Renaudot 2017, Francia
  • Lisa McInerney, Peccati gloriosi (Bompiani), tradotto da Marco Drago Baileys Women’s Prize 2016, Irlanda
  • Auður Ava Ólafsdóttir, Hotel Silence (Einaudi), tradotto da Stefano Rosatti Icelandic Literature Prize 2016, Islanda
  • Lize Spit, Si scioglie (E/O), tradotto da David Santoro Nederlandse Boekhandelsprijs 2017, Belgio

Patria
Cresciuti entrambi nello stesso paese vicino a San Sebastián, Txato e Joxian sono sempre stati legati da una profonda e sincera amicizia fatta di cose semplici come le serate in osteria e le domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Bittori e Miren, sono state care amiche, così come i loro figli, tutti nati e cresciuti tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi la violenza ha spezzato questo sereno equilibrio: Txato è stato ucciso in un attentato dell’Eta, e Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto che l’aveva vista felice. Ma ora, in un piovoso pomeriggio dell’autunno 2011 Bittori è sulla tomba di Txato, per dirgli che ha deciso di tornare nel paese dove tutto è cominciato, per cercare una riconciliazione con il dolore del passato e cercare di capire che cosa sia accaduto davvero il giorno dell’omicidio… Parte da qui un romanzo corale che vede intrecciarsi le vite e i punti di vista di tanti personaggi, in un ritmo narrativo serrato che racconta l’amore e il dolore, lodio e il perdono, l’amicizia e il tradimento con la forza della vera letteratura capace di intrecciare i grandi temi universali alle storie degli uomini e delle donne che fanno (e subiscono) la storia.

Fernando Aramburu è nato a San Sebastián (Paesi Baschi) nel 1959 da una famiglia operaia. Ha studiato Filologia spagnola all’Università di Saragozza dove negli anni Settanta è stato molto attivo nel Gruppo Cloc, associazione artistica con influenze dadaiste e surrealiste. Negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi esclusivamente alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato complessivamente una decina di romanzi e raccolte di racconti, tradotti in diverse lingue e pluripremiati in patria e all’estero.

Bruno Arpaia, è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato: Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L’angelo della storia (Premio Selezione Campiello 2001, Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, L’energia del vuoto (finalista al Premio Strega 2011 e vincitore del Premio Merck Serono), La cultura si mangia!, con Pietro Greco, L’avventura di scrivere romanzi, con Javier Cercas, Prima della battaglia, Qualcosa, là fuori, oltre a una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere. I suoi libri sono tradotti in molte lingue.

I vincitori delle scorse edizioni:

2017 Jenny Erpenbeck, Voci del verbo andare (Sellerio), tradotto da Ada Vigliani
2016 Annie Ernaux, Gli anni (L’orma), tradotto da Lorenzo Flabbi
2015 Katja Petrovskaja, Forse Esther (Adelphi), tradotto da Ada Vigliani
2014 Marcos Giralt Torrente, Il tempo della vita (Elliot), tradotto da Pierpaolo Marchetti