Sin dalla nascita il Premio Strega è stato indice dei gusti letterari degli italiani. I libri premiati, dal 1947 a oggi, raccontano il nostro Paese documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni.

I libri proposti dagli Amici della domenica

epigenetica
proposto da:
Helena Janeczek
«Candido Epigenetica, il romanzo con cui Cristina Battocletti pratica una scrittura di confine e di sconfinamenti avventurandosi dalle parti letterarie della Mitteleuropa venata di follia e mossa dall’urgenza di dare voce ai fantasmi. Nuova è la sua voce singolare, nuovi i fantasmi, nuova l’idea che si innestino per trasmissione epigenetica, anche se Battocletti si è fatta guidare dall’eredità stilistica del Novecento per afferrarli. Racconta infatti un’eredità emotiva che, prendendo spunto dal Guizzardi di Celati, si snoda in un romanzo di “de-formazione”. Ma qui lo squilibrio appartiene a un’eroina segnata dalla peggiore delle colpe: abbandonare un figlio, e non per indigenza. Costretta a ripercorrere gli errori della madre incapace di allevare lei e i suoi fratelli, Maria compie il suo viaggio erratico attraversando le atmosfere fanées della Grado asburgica, la bellezza straniante di Roma e la verticalità nervosa di Milano, dove la protagonista tenta di affermarsi attraverso lo studio e la scrittura. La sorpresa è soprattutto nella lingua dura e diretta: ricorda Ágota Kristóf nel suo essere tagliente, concretissima, seppur poetica e metaforica nell’oscillare tra passato e presente Epigenetica è anche un romanzo sulla speranza e sul cambiamento: Maria accumula tenebre e tuttavia lascia possibilità all’irrompere della luce.» (H.J.)
immagine per Le cronache di Dora Mattei
proposto da:
Ignazio R. Marino
«Personalmente non sono un lettore del genere giallo ma quando ho avuto la possibilità di leggere Le Cronache di Dora Mattei – I leoni di Kari ho subito pensato che il genere giallo ha trovato in Paola Fabiani un’interprete originale, appassionata e attenta sia al contesto storico in cui le vicende si svolgono, sia a problematiche che sono ancora vive e presenti nel nostro secolo. Il romanzo tratta una storia ambientata nella Roma degli anni ’50. Dora Mattei è una giovane giornalista determinata e coraggiosa, capace di affrontare le difficoltà legate al mondo misogino della redazione in cui lavora e in genere della società di quegli anni. Nei Leoni di Kari, durante una visita guidata al museo archeologico di Vicolo del Leopardo in Trastevere, viene ritrovato il corpo senza vita del guardiano notturno, disteso a terra accanto alla teca di vetro, che contiene il tesoro appartenuto a una giovane principessa etrusca. La giornalista, che fa parte del gruppo di visitatori, si troverà per prima a conoscere una notizia che appare fin dall’inizio avvolta dal mistero di fatti strani e inspiegabili. L’autrice ci accompagna con delicatezza nella sfera delle emozioni e delle relazioni, e proprio grazie a queste dipana una trama di singolare ricchezza espressiva e visiva con cui vengono poste al lettore più ipotesi di soluzione del mistero, durante un percorso narrativo senza cedimenti o cali di tensione. C’è un richiamo chiaro non solo alla tradizione dei grandi autori del genere di fine Ottocento e primo Novecento, ma anche alla finezza del romanzo psicologico dello scorso secolo: e questo si coniuga con la passione irrinunciabile e sincera per la vocazione archeologica di Roma e del Lazio nel suo complesso (da me fortemente condivisa).» (I.R.M.)
immagine per Dalla stessa parte mi troverai
proposto da:
Franco Di Mare
«In anni di celebrazione dell’oblio, in nome di un pur comprensibile desiderio di voltare pagina e arrivare a una memoria condivisa, a una pacificazione, al superamento degli anni di piombo e dunque al miracolo del perdono che unisce le vittime nel dolore, irrompe con la potenza di uno tsunami Valentina Mira con Dalla stessa parte mi troverai. Da quale parte? Da quella del giusto (che non coincide sempre con la giustizia) da quella della Storia (che non sempre la racconta com’è andata) da quella delle vittime (che non possono condividere le responsabilità dei carnefici). In questo potente romanzo Valentina Mira racconta la storia di Acca Larentia e degli anni di piombo che seguirono, gli omicidi, i processi, un clima mefitico e velenoso che avvolgeva i cuori e le menti del Paese. E lo fa intingendo la penna “nel latte e nel sangue” con cui Roma ha scritto la sua storia millenaria e raccontando una storia d’amore e del suo potere salvifico. Non basterà a trovare una ragione delle cose. Valentina però una spiegazione ce l’ha. Ma non sarò io a svelarla. Leggetela. Mi ringrazierete.»  (F.D.M.)
Le cose di prima
proposto da:
Arnaldo Colasanti
«È un romanzo feroce, pudico, intelligente, profondo. Il tema generale è la disgregazione dell’esistenza: quello specifico è lo sguardo di un bambino, oggi uomo, che ritorna in quella voragine di sofferenza in cui, tuttavia, palpita la vita. Nella lingua di Aloe tutto è emblematico: ogni passaggio stringe con forza la voce ustionata della giovinezza pensata dal tempo della maturità, dalla soglia dell’enigma. Credo, in tutta onestà, che un romanzo così (mai fatuo e sempre autentico e selvaggio) non possa mancare nell’edizione di quest’anno.» (A.C.)

Vincitore 2023

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Notizie

29 Febbraio 2024

Venerdì 5 aprile sarà annunciata la dozzina in una conferenza stampa che si terrà presso la Camera di Commercio di Roma nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano

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