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Federico Tavola

La grammatica di frontiera

Solferino

Proposto da Maria Rosa Cutrufelli

Il libro

Zénon è un trentenne frustrato che odia il suo lavoro, ma accetta una quotidianità noiosa per difendersi dal suo caos interiore: fin da bambino, infatti, è tormentato dalla visione di strani spiriti. Da diversi anni le apparizioni sembrano essersi interrotte quando una notte, all’improvviso, ecco comparire fluttuando sopra il suo letto il vecchio Johnny, un imprenditore ribaldo deceduto per via di un ictus, che pretende di essere accompagnato in un viaggio da Parigi a Delhi, per salvare sua figlia. Rigorosamente via terra: da Vienna a Belgrado, da Sofia a Istanbul per poi attraversare l’Iran e il Pakistan. Dopo vari tentativi di opporsi, al giovane sembra restare una sola via d’uscita: imbarcarsi su un vagone letto a Parigi, in compagnia di un fantasma che non gli sta neanche simpatico. E che non sarà l’ultimo, perché in un viaggio sempre più avventuroso Zénon incontrerà gli spiriti più diversi, ognuno con la propria storia, e a ogni sosta farà da tramite tra vivi e morti intrappolati in situazioni irrisolte: vendette tra clan e salvataggi di profughe, rimorsi, ribellioni, rapimenti. Fino all’ultima tappa, l’India, dove metterà un punto, o una virgola, alla sua grammatica di frontiera. Nel tumultuoso procedere verso Est di Zénon e Johnny, Federico Tavola racconta l’esplorazione di terre e di mondi fuori e dentro di sé, il mistero della famiglia, il perdono e la rinascita. Esistono davvero presenze intangibili nella nostra vita? Qual è il viaggio più importante che possono regalarci? Un romanzo che è percorso metafisico di scoperta e proprio per questo reale, esuberante e vivo.

La motivazione

«Il romanzo di Federico Tavola, La grammatica di frontiera (Solferino), è un esordio affascinante che si inserisce, a buon diritto, nella linea della nostra migliore letteratura fantastica. Con una sua peculiarità. Perché potrebbe anche essere definito come “un’autobiografia d’invenzione”. Gli indizi che l’autore si diverte a seminare per tutto il romanzo sono evidenti. Tracce che il lettore può seguire, se vuole. O ignorare, abbandonandosi al piacere del racconto, gestito con maestria. Il protagonista è un fisico, come l’autore. Un giovane uomo che vuole conoscere “tutto il mondo”. E che infatti viaggia. Non per turismo, ma perché vuole “essere il mondo intero”. C’è questo giovane fisico, affamato di conoscenza e insoddisfatto del “metodo solido” della scienza che studia. Talmente affamato da sentirsi talvolta come “un bimbo che si perde tra realtà e finzione, confetti e bolle di sapone, in cerca di magia”. Un giovane che ha un dono (che può sembrare una dannazione): vede i fantasmi e colloquia con gli spiriti dei morti, quelli che hanno ancora conti in sospeso con il mondo dei vivi. Uno di questi spiriti gli si presenta, chiedendogli di aiutarlo a parlare con sua figlia per “salvarle la vita”. Zénon accetta e parte da Parigi per un lungo viaggio fino a Delhi, dove risiede la ragazza. Infine l’incontro con la figlia del fantasma avviene, ma la sua ‘salvezza’ non sarà un colpo di scena artificioso. Sarà qualcosa di più profondo, in sintonia con il senso complessivo della narrazione. Un romanzo molto bello, per la scrittura e per la capacità di portare a galla “il perturbante”, come lo chiamava Sigmund Freud: quel rimosso che, pur essendoci familiare, ci spaventa e turba la nostra vita quotidiana.»

Riepilogo informazioni

Data di pubblicazione
24/10/2025
Autore
Federico Tavola
Titolo
La grammatica di frontiera
Editore
Solferino
Proposto da
Maria Rosa Cutrufelli

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