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Marcello Fois

L’immensa distrazione

Einaudi

Proposto da Helena Janeczek

Il libro

«Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». Inizia cosí il nuovo libro di Marcello Fois, che torna al grande romanzo familiare, questa volta in un’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante lungo quasi trecento pagine, Ettore ripercorre i momenti decisivi, le grandi gioie e i grandi dolori della sua stirpe. E finalmente vede tutti come sono stati davvero. I Manfredini hanno trasformato un semplice mattatoio in un impero, con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Ma ogni cosa che li riguarda, il loro inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, si fonda su un inganno. Sono questo, i Manfredini: spietati, umanissimi. Venite a conoscerli.

La motivazione

«Cosa succede a Ettore Manfredini, morto la mattina del 21 febbraio 2017, eppure non ancora trapassato? Per quell’istante, lungo quanto il romanzo, il capostipite di un impero della carne nella Bassa padana non è più il corpo di un novantacinquenne, ma pura disincarnata coscienza. Marcello Fois ripercorre la storia di una stirpe, come già fece nella trilogia sarda dei Chironi, solo che qui la narrazione è vincolata al doppio significato della parola “coscienza”. Il protagonista ha una coscienza assoluta della “immensa distrazione” che è stata la sua vita però nessuna coscienza religiosa o morale. Proprio questo separa Ettore Manfredini da quell’Ivan Ill’ič del capolavoro di Tolstoj che, non a caso, è il primo libro avuto in dono da Elio, l’adorato nipote diventato ciò al nonno venne precluso: uno scrittore. Un uomo di lettere e non di carne, quella carne macellata secondo le leggi della kashrut ebraica che, grazie alle leggi razziali, il giovane Ettore abbandona introducendo l’emiliana e cristiana norcineria nel macello dei Teglio. Interrotto dalle meditazioni del protagonista, il racconto si spezza, riprende da capo, si allarga in zone impenetrabili per la mente di un vivo – scene della vita dei figli a cui non è stato presente, momenti di amore paterno mai riconosciuti. E, infine, la colpa che si presenta nell’oggettività cruda della sua inesorabile onniscienza. Orchestrato con grande ricercatezza, condotto con stile e ritmo sicuri, il romanzo non può assumere una dimensione veramente epica e tantomeno tragica, per quanto le colpe del Padre sembrino ricadere pesantemente sul sangue legittimo di Ettore Manfredini. Presento L’immensa distrazione al Premio Strega convinta che Marcello Fois si è cimentato in una sfida inedita rispetto alla tradizione da lui magistralmente coltivata sino a questo romanzo. L’impresa di restituirci una vita nell’istante in cui è troppo tardi per il rimorso o la semplice soggettività autentica di ogni essere umano. Il trapasso che rende il suo protagonista un narratore onnisciente è un contrappasso: l’unico a cui la Coscienza di Ettore non può scampare.»

Riepilogo informazioni

Data di pubblicazione
02/09/2025
Autore
Marcello Fois
Titolo
L’immensa distrazione
Editore
Einaudi
Proposto da
Helena Janeczek

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