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Leonardo Colombati

Non vi sarà più notte

Mondadori

Proposto da Alessandro Piperno

Il libro

San Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi. Alla stazione di Berlino però entra in scena Cécile, promessa sposa di un ufficiale francese con cui il nostro eroe dovrà incrociare la racchetta… Quella partita piegherà la curva del suo destino, portandolo in America, dove diventerà marito e padre (non proprio in quest’ordine) e incontrerà gangster, spie, ballerine, politicanti, attori di vaudeville, venditori di pozioni magiche, astrofisici, divi del cinema muto, escapisti e galeotti; una folla di coloratissimi personaggi che abitano un mondo leggermente diverso dal nostro, perché l’armistizio ha favorito gli scambi tra i Paesi accelerando il progresso, e così il primo Novecento somiglia più a un romanzo di Jules Verne che a quello dei libri di Storia. Ma la pace sarà davvero perpetua? Storia di formazione e poi di guerra, racconto di mare ma anche on the road e diario di prigione, spy story e avventura post-apocalittica: Leonardo Colombati ci dà in pasto dosi massicce di Amore e Morte in un romanzo-mondo travolgente, dove convivono personaggi d’invenzione e figure reali come Isadora Duncan e Charlie Chaplin, Harry Houdini e il kaiser Guglielmo, tutti al servizio di Baz Kozlov, il superstite, che tenta fino alla fine di opporre al corso degli eventi la sua ottusa fiducia nella bontà dell’animo umano, con la speranza di ritrovare, al termine della sua odissea, l’unica persona che può davvero salvarlo.

La motivazione

«Una ragione dovrà pur esserci se dei romanzi non ci si stanca mai. Con buona pace di chi vorrebbe delimitarne i confini mettendogli la museruola, il romanzo resiste grazie alle sue qualità più spiccate: duttilità, mimetismo, stravaganza. Se c’è un narratore italiano che, sin dall’esordio, ha dato prova di prendere sul serio le formidabili opportunità offerte dal genere, be’, quello è Leonardo Colombati. La sua prosa forbita, variopinta, allo stesso tempo moderna e d’antan, sembra concepita in modo da assecondare una natura così eclettica e spregiudicata. Non vi sarà più notte, il suo ultimo romanzo, ce ne fornisce una prova ulteriore e definitiva. All’inizio sembra un romanzo ottocentesco, sia per il tono che per la situazione: un giovane eroe, un treno di lusso, la promessa di un’avventura. Vasilij “Baz” Kozlov, il narratore, è il classico gentiluomo russo che abbiamo imparato ad amare nei memoir di Aleksandr Herzen e di Vladimir Nabokov: colto, poliglotta, atletico, sensuale, viziato. irrimediabilmente spavaldo. Qualche riga ancora e Colombati imbroglia le carte. Ma quale romanzo storico, ma quale romanzo di avventura, protesta con sé stesso il lettore, questa è una distopia bell’e buona! E siamo solo all’antipasto. È chiaro che Colombati e la sua camaleontica creatura si sono messi in testa di depistarci. Solo questo può spiegare come un romanzo così funambolico, così ricco di modelli e risonanze (Doctorow, Pynchon, Chabon), finisca per trasformarsi nelle pagine finali in un apocalittico roman a clef, e perché tale trasformazione conferisca a un’opera giocosa e sfavillante un retrogusto amarissimo.»

Riepilogo informazioni

Data di pubblicazione
26/02/2026
Autore
Leonardo Colombati
Titolo
Non vi sarà più notte
Editore
Mondadori
Proposto da
Alessandro Piperno

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