Antonio Scurati


Antonio Scurati
Il padre infedele
Bompiani


Presentato da
Umberto Eco
Walter Siti

«Forse non mi piacciono gli uomini». Il giorno in cui tua moglie, all’improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall’ingresso nell’età adulta, l’innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l’accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con Il padre infedele Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell’educazione sentimentale di una generazione.

Antonio Scurati (Napoli 1969) è ricercatore alla IULM di Milano e coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza. Ha pubblicato con Bompiani i romanzi  Il rumore sordo della battaglia  (2006), Il sopravvissuto(2007),  Una storia romantica  (2007),  Il bambino che sognava la fine del mondo(2009),  La seconda mezzanotte (2011); e i saggi  La letteratura dell’inesperienza  (2006),  Gli anni che non stiamo vivendo  (2010).

È difficile immaginare che eventi come una gravidanza, le doglie del parto, il problema di una neonata, i suoi primi tre anni, il lento disgregarsi di un legame coniugale, possano ancora, dopo milioni di anni che questi eventi si ripetono in modo uguale, ispirare un romanzo capace di stupirci, avvincerci, sedurci con una lingua che ci porta a vedere queste vicende in modo nuovo. Scurati ci è riuscito.
Umberto Eco

Il padre infedele, di Antonio Scurati, è uno di quei libri che preferiscono la serietà al glamour dell’intrattenimento. Affronta, col bisturi crudele dell’analisi, una vicenda biografica che presenta tutti i sintomi dell’autobiografia, fino al bruciore del diario o della confessione. E’ una storia coniugale d’amore e disamore, in un’epoca come la nostra in cui il matrimonio, perse le proprie autorizzazioni istituzionali, pesa psicologicamente tutto sulle spalle dei coniugi. Ed è una storia di educazione alla paternità, in cui il problema di quale eredità culturale lasciare ai figli riconquista la dimensione del tempo, che oggi pare polverizzato negli esercizi di virtualità digitale. Scurati ha scritto con Il padre infedele uno dei suoi romanzi migliori.
Walter Siti