Città irreale

Cristina Marconi
Città irreale
Ponte alle Grazie

Proposto da
Masolino D’Amico

«È il debutto nella narrativa di una giovane che si è già mesa in luce come giornalista, soprattutto con le sue corrispondenze da Londra, e questo libro è particolarmente interessante proprio per la sua ambientazione nella città-mito delle aspirazioni di tanti Rastignac dei nostri giorni alla ricerca dell’Eldorado. Dopo essere stata swinging negli anni Sessanta, con i Beatles e Carnaby Street, Londra tornò ad essere un polo di attrazione negli anni Novanta e Duemila, quando nell’epoca post-Thatcher diventò una delle capitali della finanza mondiale. Da allora questo luogo dalle mille opportunità attira da tutto il mondo emigranti di ogni tipo, e la narrativa si è spesso occupata delle loro vicissitudini, in particolare puntando su quelli provenienti dal cosiddetto terzo mondo. Meno frequente il trattamento di un caso come quello della protagonista di Città irreale, che proviene da una fascia socialmente più elevata, quella (non meno numerosa) dei professionisti qualificati che semplicemente non trovano in patria occasioni di lavoro all’altezza della loro preparazione. La Alina di Cristina Marconi si vede quasi costretta a lasciare la sua Roma, nella quale peraltro si trova benissimo (ma dove suo fratello sta per perdere il suo impiego), per misurarsi in un contesto del tutto nuovo, che affronta con coraggio e con curiosità. La sua storia è quella di una formazione anche sentimentale, che dura alcuni anni e che viene raccontata a capitoli alterni, dalla voce della stessa Alina e da quella di un altro narrante che in terza persona ripercorre le vicende precedenti di altri personaggi il cui destino si mescolerà al suo. Mantengono vivo l’interesse nelle tappe di questa formazione gli incontri con esponenti della fauna internazionale che agisce nella città non poi tanto irreale del titolo, sempre descritti con un occhio attento a molti particolari rivelatori e con una prosa autorevole, da scrittore in pieno controllo del suo strumento espressivo.»