È da lì che viene la luce

Emanuela E. Abbadessa
È da lì che viene la luce
Piemme

Proposto da
Rosellina Archinto

«Il romanzo è sostenuto ,per così dire, da una scrittura “febbrile”. Molta Sicilia, selvaggia, piena di sole, grondante di miti. Personaggi tra Verga e Brancati. Alla figura del Barone (in realtà il fotografo Von Gloden), ai suoi sentimenti delicati e rarefatti, fanno da contrasto l’energia selvatica di Agata, i rossori di Sebastiano, il non detto di Elena Amato (straordinaria figura femminile). Il rapporto quasi simmetrico tra quest’ultima e il Barone è una storia nella storia. Il fascismo descritto in tutte le sue anime contraddittorie (Alfio e Alfredo Romano) fa da sfondo temporale, ed è ancora un’eco lontana. La non dichiarata omosessualità del Barone tiene insieme tutte queste vite, le avvolge con delicatezza febbrile. Su tutto domina la magia della fotografia: Fermo! quasi un grido. Il cupio dissolvi finale diventa quasi una liberazione. Un romanzo in qualche modo corale, musicale ma con il contrappunto di una tragedia i cui protagonisti si avviano al proprio destino ognuno per un percorso personale. L’unico, forse, preservato Salvatore Caruso. La scrittura è, per così dire, ora densa, ora si stempera in descrizioni che sanno trasmetterci i profumi, le sensazioni più rarefatte della Sicilia.»