Helena Janeczek

Helena Janeczek
La ragazza con la Leica
Guanda


Proposto da
Marco Santagata

Biografia, romanzo storico, romanzo sentimentale? La ragazza con la leica è tutte queste cose e, forse, qualcosa di più: è la fotografia di un intero gruppo di giovani esuli, per lo più di origine ebraica, che si incontra e si unisce nella Parigi degli anni Trenta. Un gruppo di giovani idealisti, politicamente di sinistra, che vede nella resistenza spagnola l’emblema del proprio riscatto.  Al centro del fuoco è la ragazza con la leica, la giovanissima Gerda Taro (Gerda Pohorylle), fotografa tedesca, compagna del più noto Robert Capa, fotoreporter ungherese, morta in Spagna a soli ventisette anni, il 26 luglio 1937, sotto i cingoli di un carro armato. Il racconto prende il via da una fotografia che ritrae la giovane coppia in un momento di felicità, “unita da un sorriso largo, molto intimo”, e si chiude su altre fotografie che li vedono insieme. La visione fotografica domina l’intero romanzo. Gerda è messa a fuoco, infatti, da diversi punti di vista, cioè dai ricordi di tre personaggi che l’hanno conosciuta da vicino e amata: l’allora studente di medicina, Willy Chardach, detto il Bassotto, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente, il militante Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali, che Gerda ha amato follemente; l’amica di Lipsia Ruth Cerf, con la quale vive a Parigi dopo la fuga dalla Germania. Alternando il presente dei personaggi sopravissuti alle loro messe a fuoco memoriali, l’autrice ci offre vere e proprie istantanee non ordinate di una biografia breve, ma a suo modo ‘epica’. Robert Capa, giovane e intraprendente fotografo esule dall’Ungheria, sarà uno dei tanti amanti della giovane e corteggiatissima pasionaria. Sarà lei a inventare il suo personaggio e a fondare l’atelier fotografico Capa-Taro; ma sarà lui a insegnare a Gerda a usare la ‘leica’. Ma chi era Gerda Taro? Lavorando su un’ampia e accurata documentazione (attentissima per esempio al mondo del cinema, ai film dell’epoca), l’autrice ricostruisce un personaggio complesso, animato da una forte voglia di vivere, da un coraggio che sconfina nella sconsideratezza, da una passione che cerca costantemente i suoi oggetti: l’amore, la fotografia, il divertimento. Un romanzo corale, dunque, che ha al suo centro un personaggio di rara intensità.

Proposto da
Benedetta Tobagi

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice dei romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa, e Lezioni di tenebra (Guanda, 2011).


Benedetta Tobagi

«Il romanzo dal vero (non fiction novel) si è imposto da anni nel panorama internazionale come uno dei più interessanti vivai creativi. Con quest’opera Janeczek, si conferma una delle voci più originali del genere, in ambito italiano. La costruzione narrativa è magistrale. La figura della protagonista Gerda Taro, militante antifascista e fotografa di guerra (la cui fama è stata oscurata da quella del celeberrimo compagno di vita e di lavoro Robert Capa) è costruita giocando con prospettive eccentriche, attraverso la voce (sempre credibile) di tre personaggi che hanno variamente sfiorato, amato, ammirato questa giovane donna affascinante, contraddittoria, talvolta insopportabile, «spensierata per natura, speranzosa per principio», che ritorna a loro come un rimpianto e un pungolo. E lo stesso diventa per noi lettori di oggi. Avvincente, tenero, dissacrante, La ragazza con la Leica è anche una riflessione antiretorica, oggi quanto mai attuale e necessaria, sull’antifascismo e sulle scelte di militanza di una generazione di ragazzi pieni di talento e affamati di vita. Attraverso Gerda, i suoi amici, Janeczek fa molto riflettere sul deserto presente.»

Acquista su