I Lupi di Roma

Andrea Frediani
I Lupi di Roma
Newton Compton

Proposto da
Massimo Lugli
«Un poderoso affresco storico, un ritmo serratissimo, un’ambientazione di rara efficacia nell’Italia del 1200. Presento, con grande entusiasmo, il romanzo di Andrea Frediani I Lupi di Roma all’edizione del 2021 del Premio Strega: un’opera tanto precisa nelle ricostruzioni d’epoca quanto avvincente nella trama, nei dialoghi, nella descrizione e nel carattere dei personaggi, sia storici che di fantasia.
La trama si snoda agilmente tra le complesse vicende della famiglia Orsini, impegnata in una feroce lotta di predominio con le altre nobili casate capitoline: Colonna, Annibaldi, Malabranca, oltre che con gli emissari francesi, guelfi e ghibellini, in un continuo formarsi e disgregarsi di alleanze, rivalità, manovre politiche, colpi di mano, vere e proprie azioni di guerra. In questo viluppo di odi, rancori e vendette incrociate sbocciano due, disperate, storie d’amore nate sotto un destino tragico e osteggiate dalle rispettive famiglie che riportano a suggestioni shakespeariane.
Con la maestria del grande raccontatore, Frediani fa immergere il lettore in uno scenario cupo, infido, violento e, al tempo stesso, estremamente affascinante. Al di là delle vicende dei Lupi di Roma, gli Orsini, appunto, il vero tema centrale della narrazione è il Potere. Un potere assoluto, totalizzante, spietato, che si conquista con le trattative per i voti di un conclave, con un matrimonio di convenienza, con l’omicidio, l’inganno, il ricatto, lo stupro. L’autore va molto oltre la narrativa di genere, evita qualsiasi pignoleria da erudito che possa rallentare la narrazione. I dialoghi serratissimi, i personaggi perfettamente descritti, l’alternarsi continuo dei piani narrativi coinvolgono il lettore dalla prima all’ultima pagina. La Roma dell’epoca, una città livida, sporca, crudele, pericolosa e, al tempo stesso, imponente, fastosa, scintillante di dimore patrizie e monumenti già in rovina, viene descritta con un’efficacia manzoniana rarissima, purtroppo, in tanti altri romanzi storici anche di grande diffusione. Frediani gioca abilmente tra l’antico e il moderno, riporta spesso contraddizioni e storture che possiamo paragonare fin troppo facilmente a quelle dei giorni nostri senza mai cedere a tentazioni moraleggianti. Racconta e basta. Neanche una nota a piè di pagina che potrebbe interrompere il ritmo di lettura: tutto è spiegato agevolmente nel testo. Un’opera di grande maturità stilistica che regala al lettore molto di più di un semplice intrattenimento: la sensazione di aver capito molto di più di un periodo storico che appartiene indissolubilmente al nostro passato.»