Io ho paura

Silvio Perrella
Io ho paura
Neri Pozza

Proposto da
Giorgio Amitrano

«Io ho paura mostra la capacità dell’autore di esprimere e analizzare un sentimento universale e connaturato all’uomo attraverso un approccio personale e unico. Il suo punto di vista è quello di un intellettuale che usa gli strumenti del pensiero e della cultura nell’impossibile tentativo di controllare l’ignoto. La paura evocata da Perrella è fisica e metafisica: emerge dai flutti del mare durante una nuotata, si annida nel buio che si profila all’improvviso minacciando di ingoiare l’esistente, o scaturisce da una minaccia alla propria integrità fisica. Ma esiste anche una paura fabbricata artificialmente, «globalizzata e pulviscolare», capace di esercitare una dittatura su grande scala. Per Perrella la paura può essere analizzata, narrata ma mai definitivamente esorcizzata perché elemento fondante della sensibilità. La bellezza e il nitore della scrittura di Perrella nascono anche dal misurarsi con la paura, che influenza e modella il suo sentire. Il libro attinge con libertà e sapienza alle forme del romanzo e del saggio senza optare per un genere in particolare, ma appartiene chiaramente a una dimensione narrativa il cui tessuto poroso è capace di assorbire citazioni letterarie, osservazioni critiche, riferimenti artistici senza che essi interrompano mai il fluire di un racconto raffinato e perturbante.»