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Eduardo Savarese

Una piccola luce

Alter Ego

Proposto da Simona Cives

Il libro

Bibo è un bambino senza memoria; come tutti i figli della Grande Adozione viene trovato vicino le acque di un lago: non sa chi è, da dove arriva, quale sia il suo passato. A fargli da mentore è la Maestra Pazienza, suo è il compito di insegnargli come portare luce e coraggio nel mondo distrutto dopo la Seconda Venuta di Cristo. Insieme alla gatta Susanna, al suo violino e a una lampada di bronzo Bibo si mette in viaggio per le Città dei Sensi Ottusi. Cinque luoghi in cui viene vietato l’uso di uno dei cinque sensi. I cittadini si trovano, così, a dover rispettare regole inflessibili e a vivere nella dimenticanza della bellezza. Il viaggio non ha una dimensione temporale: passato e presente, veglia e sogno, vita e morte si uniscono; tutto è successo, niente è accaduto. Eduardo Savarese scrive un romanzo di formazione, dai tratti distopici o fantapolitici, dove non manca l’avventura, la dimensione fantasy. Una storia in cui, accanto ai codici della letteratura di genere, la narrazione si apre a riflessioni sulla memoria, sulla vita e la morte, con una scrittura che lega forma e contenuto: lunghe frasi riflettono la fluidità del flusso di pensiero e la ricerca del tempo. Una piccola luce non si legge con gli occhi o con il cuore ma, come diceva Nabokov, dalla spina dorsale «perché è lì che si manifesta il fremito rivelatore».

La motivazione

«Una piccola luce di Eduardo Savarese prende forma tra fiaba e mito, racconto fantastico e distopia, romanzo di formazione e meditazione filosofica. Bibo – bambino orfano e senza memoria – è chiamato a percorrere le strade delle Cinque Città dei Sensi Ottusi accompagnato da una gatta, da un violino e da una lampada. Il romanzo è ambientato in un’epoca successiva alla Seconda Venuta di Cristo, quando l’umanità, terrorizzata dalla fine, ha scelto l’isolamento come forma di difesa. Il viaggio diventa un percorso in cui ascoltare, vedere, assaporare, annusare, toccare comporta sempre un rischio. “I sensi alimentano la nostra memoria, e al di fuori di questa memoria non c’è realtà.” La fiaba non addolcisce, il fantastico non evade, la distopia non semplifica: ciascuno di questi generi diventa uno strumento per interrogare il presente, per attraversare la morte e restituire alla vita ciò che il controllo e la paura hanno sottratto. Il cammino del protagonista assume una dimensione spirituale, nel senso più ampio e non confessionale del termine; anche le identità che abitano Una piccola luce non hanno ruoli rigidi: i corpi, con la loro vulnerabilità, sono parte integrante dello stare al mondo. In un tempo in cui gli avvenimenti, le notizie, ci terrorizzano, questo romanzo sceglie l’ascolto, dell’io – non dell’ego – e del creato tutto. E lo fa con la sola cosa che conta davvero in letteratura: la scrittura.»

Riepilogo informazioni

Data di pubblicazione
15/09/2025
Autore
Eduardo Savarese
Titolo
Una piccola luce
Editore
Alter Ego
Proposto da
Simona Cives

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