Mariapia Veladiano


Mariapia Veladiano
La vita accanto
Einaudi


Presentato da
Elisabetta Rasy
Cesare Segre

Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre dopo il parto non l’ha mai presa in braccio e si è sigillata in se stessa. Suo padre ha lasciato che accadesse. A prendersi cura di lei, la bella e impetuosa zia Erminia, il cui affetto nasconde però qualcosa di tremendo. E la tata Maddalena, saggia e piangente, che la ama con la forza di un bisogno. Ma Rebecca ha mani perfette e talento per il pianoforte. L’incontro con la «vecchia signora» De Lellis, celebre musicista da anni isolata in casa, offre a Rebecca uno sguardo nuovo sulla storia di dolore che segna la sua famiglia, ma anche la grazia di una vita possibile. La vita accanto racconta la nostra inettitudine alla vita, da cui solo le passioni possono riscattarci. Con una scrittura limpida e colta. Con personaggi buffi e veri, memorabili. Con la sapiente levità di una favola.

Mariapia Veladiano, vicentina, è laureata in Filosofia e Teologia. Insegna Lettere. Collabora con la rivista «Il Regno». La vita accanto è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010.

Desidero candidare al Premio Strega 2011 il libro di Mariapia Veladiano La vita accanto, edito da Einaudi. Si tratta di un’opera che colpisce per la precisione dello stile, asciutto anche laddove tratta vicende dolorose e emozionanti, e per l’originalità del tema. Protagonista del romanzo è infatti una ragazza “diversa”, separata dal mondo degli altri a causa di una singolare differenza che la società intorno a lei stigmatizza come una colpa: Rebecca è brutta. Fin dall’infanzia il vento crudele di un sospetto di anormalità avvolge la sua apparenza non gradevole, insinuandosi anche nella coltre, che dovrebbe essere protettiva e non lo è, degli affetti familiari. Ma l’aspetto più interessante del libro di Mariapia Veladiano è che, come in un gioco di scatole cinesi, la così considerata “mostruosità” della protagonista svela ben più sostanziose deformità, quelle annidate nel cuore che alterano le reazioni e abbrutiscono i sentimenti. Così l’autrice sfugge alle trappole di un semplice sociologismo per affrontare i nodi e i legami di una materia umana dove la luce, alla fine, riesce a farsi strada fra le ombre.
Elisabetta Rasy

Cari Amici della Domenica, desidero presentare all’edizione 2011 del Premio Strega il libro di Mariapia Veladiano, La vita accanto (Einaudi) che mi ha colpito della novità della tematica e l’eccellenza della narrazione. Rebecca, protagonista del romanzo, è così brutta che i suoi genitori, bellissimi, cercano di nasconderla, sottraendola alla vita degli altri (la vita accanto) e creandole attorno una prigione invisibile. Rebecca accetta la prigione, e ne fa inconsapevolmente l’osservatorio su cupi segreti di famiglia. Un musicista rivelerà poi le sue eccelse qualità di pianista e avvierà la sua liberazione. Rebecca, e la Veladiano, maturano un giudizio severo sugli egoismi e le ipocrisie familiari.
Cesare Segre