2026
Marco Oggian
L’idea generale ruota attorno al concetto di dualismo e connessione tra le due figure principali: la Letteratura e la Strega. In realtà, queste due entità si fondono e si completano a vicenda, diventando entrambe protagoniste di un dialogo continuo, in cui nessuna prevale sull’altra.
Così Marco Oggian presenta il suo artwork, undicesimo della serie Streghe d’artista, che accompagnerà l’edizione 2026 del Premio Strega nelle sue sezioni narrativa italiana, europea, poesia e saggistica.
Marco Oggian, nato nel 1990 a Venezia e cresciuto sul Lago Maggiore, vive attualmente tra l’Italia e la Spagna.
Designer e artista, ha sviluppato progetti per numerosi brand internazionali, tra cui Nike, Zara, Apple, Vogue, Samsung.
Il suo lavoro, caratterizzato da forme essenziali e colori decisi, affronta con ironia temi sociali e politici, generando un forte impatto visivo ed emotivo.
Dopo gli studi al Liceo Artistico Angelo Frattini di Varese e un’esperienza accademica in Svizzera, ha co-fondato True Color Films e nel 2020 ha dato vita a Brutto, studio indipendente attivo nel campo del design di prodotto e della comunicazione visiva.
Le sue opere, esposte in gallerie e istituzioni internazionali a Parigi, Londra, Tokyo, Berlino, Milano, New York, Seul e Barcellona, sono state pubblicate in oltre 40 volumi dedicati al design contemporaneo.
2025
MP5
2024
Andrea Tarella
«La testa della strega è un calderone, una sorgente dalla quale sgorgano e germogliano idee che si fanno personaggi pronti a costruirsi il proprio mondo raccontando e vivendo nuove storie. Il basilisco annuncia, con un chicchirichì sussurrato e lievemente fuori tono, lo scoccare della mezzanotte, inaugurando l’inizio di tutti i sabba e di tutti i riti cari a Medea. La sirena dimentica il proprio amato lasciandosi rapire dai racconti di terre lontane mentre la rana cerca nuove parole per riuscire a comprendere al meglio la sua mutevole esistenza. La volpe, fresca dei suoi studi di magia, aspetta il lento arrivo della sua amica Lumaca al fine di mostrarle quanto ha imparato sperando, segretamente, di suscitare l’invidia della saggia gatta. Il corvo fugge dagli irosi pavoni cercando rifugio tra i dolci melograni del giardino di Persefone. Tutte queste storie e tutti i racconti delle streghe passano di sogno in sogno, corrono e danzano tra la foschia e la rugiada per poi fare ritorno alle prime luci dell’alba, accolte dall’insonne tartaruga che tutto vede e tutto sa.»
Così Andrea Tarella presenta sua opera. Illustratore nato Verbania, sul Lago Maggiore, trasforma la sua precoce passione per il disegno in un lavoro a tempo pieno quando, a 18 anni, si trasferisce a Milano. Andrea è un autodidatta e definisce il suo stile “impreciso”, con un approccio sperimentale che lo porta spesso su strade inaspettate. I suoi più grandi alleati sono l’acquerello e la china, e i suoi temi preferiti si inseriscono nell’immaginario naturale con piante e animali. La sua creatività però rimane aperta a qualsiasi sfida. Una prima collaborazione al progetto Love Therapy con Elio Fiorucci segna l’inizio della sua carriera nel mondo della moda fino alla collaborazione con Prada. Sono seguite numerose collaborazioni commerciali di prestigio: Agnona, Bucellati, Bulgari, Dior, Etro, Gucci, Luis Vuitton, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Valentino, Yves Saint Laurent e altre. Tra le sue collaborazioni editoriali: D la Repubblica, Flo Magazine, Icon Magazine, Il Foglio, The Collector Magazine e Vanity Fair.
Attualmente vive a Milano insieme a un’iguana e a un numero imprecisato di pesci, un drago barbuto, un fagiano e cinque galline.