Wanda Marasco

Wanda Marasco
Il genio dell’abbandono
Neri Pozza


Presentato da
Francesco Durante
Silvio Perrella

Il genio dell’abbandono racconta la vita del più grande scultore italiano fra Otto e Novecento: Vincenzo Gemito. È il romanzo di un’avventura eversiva e donchisciottesca, libro di vertiginosa solitudine e di teatrale coralità sullo sfondo di una Napoli vissuta a contatto coi protagonisti della cultura del tempo. L’autrice prende le mosse dalla fuga dell’artista dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, e da lì ricostruisce la storia agitata di un “enne-enne”, un figlio di nessuno abbandonato sulla ruota dell’Annunziata, il grande brefotrofio del Meridione. Il marchio del reietto lo accompagnerà per sempre, quasi come un segno di divinazione. Il suo apprendistato lo farà nei vicoli, al fianco di un altro futuro grande artista, il pittore Antonio Mancini, suo inseparabile amico che diventerà anche coscienza di Gemito, suo complice totale e infine suo nemico o, meglio: quell’intimo nemico di se stessi che si preferisce trasferire nell’altro. Vedremo così “Vicienzo” entrare nelle botteghe in cerca di maestri, avido di imparare. Vivremo il suo folle amore per la modella Mathilde Duffaud, che ne segna la vita come un sistema dell’erotismo e del dolore, un impasto di eccessi e delusioni che sfociano in una follia tutta “napoletana”.

Wanda Marasco è nata a Napoli, dove vive. Diplomata in Regia e Recitazione all’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, è autrice di romanzi e di raccolte poetiche. Ha ricevuto il Premio Bagutta Opera Prima per il romanzoL’arciere d’infanzia (Manni 2003) e il Premio Montale per la poesia con la raccolta Voc e Poè (Campanotto 1997). Ha lavorato in teatro come regista e autrice. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco e greco. Il genio dell’abbandono è stato finalista alla prima edizione del Premio letterario Neri Pozza.

#premiostrega Il “Vicienzo” di Wanda Marasco non è solo protagonista di un’avventura artistica esaltante e dolente: sa farsi metafora di un’intera città.
Francesco Durante

#premiostrega In questo romanzo si dice la verità su un momento storico, un uomo, una città; la dice una donna che usa le armi bastevoli della poesia.
Silvio Perrella